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Contributi per le AZIENDE Regione LAZIO

Contributi per le imprese
 

martedì 11 aprile si aprirà il bando regionale che offre contributi alle piccole e medie imprese del commercio per la riqualificazione ed il potenziamento dei sistemi e degli apparati di sicurezza anticrimine.
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L’iniziativa, promossa dalla Regione su iniziativa dell’Assessore alla piccola e media impresa, commercio e artigianato Francesco De Angelis, prevede uno stanziamento di 1 milione e 455 mila euro.

«La Regione Lazio, afferma De Angelis, attuando l’articolo 74 della legge 289 del 2002, concede questo importante ed atteso contributo alle piccole e medie imprese commerciali, consentendo agli operatori di investire in sicurezza con un finanziamento fino al 50% delle spese sostenute.
Vogliamo cioè incentivare gli esercizi commerciali a riqualificare, installare e potenziare sistemi ed apparati di sicurezza a difesa passiva, contro i pericoli derivanti da fenomeni di criminalità».

Il bando ammette a finanziamento le spese per:

collegamenti telefonici telematici ed informatici
per il collegamento degli impianti di sicurezza con centrali di vigilanza
sistemi di videosorveglianza o videoprotezione, nel rispetto della legge sulla privacy
sistemi telematici antirapina integrati
sistemi antifurto, antirapina o antintrusione ad alta tecnologia

sistemi di allarme con individuazione satellitare collegati con le centrali di vigilanza
casseforti o armadi blindati; cristalli antisfondamento; inferriate, serrande e porte di sicurezza
sistemi di pagamento elettronici (POS e carte di credito)
dispositivi aggiuntivi di illuminazione notturna, connessi all’impiego di protezioni che consentono la vista dell’interno.
«Ciascun imprenditore, spiega De Angelis, potrà ottenere da un minimo di mille ad un massimo di diecimila euro. Si tratta dunque di un significativo segnale di attenzione della Giunta Marrazzo ad uno dei problemi più sentiti dalla categoria.

I piccoli commercianti, infatti, sono i più esposti a quella che, a torto, viene definita microcriminalità. Un sostegno che, nel clima di austerità di bilancio, conferma l’attenzione concreta della Regione alle problematiche delle PMI commerciali».

La presentazione delle domande prevede una procedura che si articola in due fasi: martedì 11 aprile (giorno successivo alla data di pubblicazione dell’Avviso pubblico sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio), a partire dalle ore 8,30 gli interessanti potranno collegarsi al sito www.sviluppo.lazio.it, prenotandosi tramite il modulo di domanda predisposto, con procedura guidata sul sito.

Entro i successivi cinque giorni lavorativi, poi, il commerciante dovrà inviare, tramite raccomandata, la domanda in formato cartaceo e i relativi allegati a Sviluppo Lazio spa, incaricata dalla Regione di gestire le istruttorie. 

Bandi di contributo della Camera di Commercio di Verona

Contributo della Camera di Commercio di VERONA

Dal 26 Febbraio prossimo al 10 Marzo sarà possibile presentare domanda di contributo per i tre bandi emessi per il 2007 dalla Camera di Commercio di Verona.

I tre bandi coprono i seguenti progetti di investimento:

1 – Bando Internet: realizzazione di siti e portali Internet dell’impresa richiedente, comprese le applicazioni di video e audio streaming e di e-commerce; adeguamento dei sistemi informativi al D.Lgs. 196/03.

2 – Bando Innovazione: introduzione di tecnologie e metodologie CAD / CAM; progetti di controllo qualità; innovazione tecnologica in processi o prodotti maturi; rinnova di macchinari ed impianti tecnologici (automazione industriale); inserimento di sistemi informatici e di telecomunicazione innovativi.

3 – Bando sicurezza: installazione di sistemi antifurto, antintrusione, impianti di videosorveglianza.

Le percentuali di contributo sono per il bando Internet 30% e 15% per le piccole e medie imprese rispettivamente, per il bando innovazione del 15% e del 7,5% rispettivamente, per il bando sicurezza del 30% e del 15% rispettivamente.

I limiti minimi di investimento sono di 1500 € per il bando Internet, di 10.000 € per il bando innovazione e di 2000 € per il bando Sicurezza.

Le domande vanno presentate a partire dal 26 Febbraio ed entro il 20 Marzo 2007.

Musica in rete: presentata al Governo la petizione di ALTROCONSUMO

La nostra petizione, con le prime 10.000 firme raccolte, è stata consegnata al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli e al presidente della commissione Cultura della Camera Pietro Folena. Chiediamo la revisione della legge sul diritto d’autore, perché siano tutelati anche i diritti dei consumatori.
Favorevole è stato anche il parere del Presidente della Commissione Cultura della Camera Pietro Folena, che ci ha scritto chiedendo di incontrarci. La nostra iniziativa è partita dopo la sentenza della Cassazione n. 149/2007, che ha assolto due ragazzi che avevano scaricato e condiviso in rete file musicali, film e software coperti da copyright. Ma di questa notizia è stata data in rete e sulla stampa una lettura scorretta, poiché la sentenza si riferisce a un caso del 1999 e quindi si basa sulla legge in vigore allora.Oggi purtroppo, da quando è in vigore il famigerato Decreto Urbani, le cose stanno in maniera molto diversa:

  • attualmente il semplice downloader (chi si limita a scaricare dalla rete file protetti da diritto d’autore) rischia sanzioni esclusivamente amministrative. Ma, com’è noto, è alquanto improbabile, per come sono strutturati la maggior parte dei sistemi peer-to-peer che un downloader non sia nella pratica anche uploader (chi immette in Rete file);
  • il soggetto che, invece, senza una contropartita economica, condivide o comunque utilizza (anche solo come downloader) una piattaforma peer-to-peer (che prevede la messa in condivisione automatica di quanto scaricato), rischia già la sanzione penale, una multa da 51 a 2.065 euro;
  • chi, infine, condivide a fini di lucro rischia la reclusione da uno a quattro anni, nonché una multa anche oltre i 15.000 euro.

Attenzione dunque. Nonostante quanto riportato spesso in maniera inesatta dai media, la recente sentenza della Cassazione non cambia proprio nulla. Le sanzioni penali rimangono eccome, anche quando non c’è scopo di lucro. Quello che ci chiediamo è se ha senso considerare reato scaricare e condividere file coperti da copyright se non c’è scopo di lucro; reato previsto sì dalla legge, ma quasi mai perseguito dai Pubblici Ministeri, e di fatto non percepito come tale dalla maggior parte dei cittadini. Sia chiaro: Altroconsumo non è dalla parte di chi pretende che in Rete sia tutto scaricabile gratuitamente; riteniamo che gli autori debbano essere adeguatamente remunerati per il loro lavoro creativo, ma allo stesso tempo avversiamo la strumentalizzazione della proprietà intellettuale da parte delle major, arroccate su posizioni di rendita e su modelli tecnologici e di distribuzione obsoleti.

Per questi motivi, se vuoi anche tu:

  • l’abolizione delle sanzioni penali per chi, senza scopo di lucro, scarica e condivide in Rete contenuti protetti;
  • un mercato moderno, efficiente e concorrenziale dei contenuti digitali basato su una gestione dei diritti d’autore digitali che rispetti anche i diritti degli utenti;
  • il divieto della coesistenza di DRM (la gestione dei diritti d’autore digitali) e dell’Equo Compenso (il sovrapprezzo applicato ai supporti come compenso agli autori per il mancato guadagno sulle copie private); con questi sistemi il consumatore rischia di pagare più volte, oltre a non poter eseguire la copia privata e a essere limitato nella scelta della tecnologia e dei supporti informatici che preferisce.

 

Aderisci alla petizione online di Altroconsumo.

Aderisci alla petizione!

Leggi il testo della petizione di Altroconsumo.

SCIENZA & TECNOLOGIA – google maps riprende le facce

da repubblica.it

 Il servizio del motore di ricerca diventa più potente: permetterà
di raggiungere una risoluzione elevata. Si parte dall’Australia
Sorridi, sei sulle mappe di Google
“Si vedranno anche le persone”
di BENEDETTA PERILLI

 Sorridi, sei su Google Maps. L’occhio di Google, grazie al quale l’intero pianeta terra è stato mappato ed inserito in un potente software di ricerca consultabile sul web, ci guarda ancora più da vicino. Arriva dall’Australia la notizia che a partire dal prossimo venerdì verranno avviati degli esperimenti per consentire la visualizzazione delle mappe fornite dal servizio ad una qualità talmente alta da permettere di individuare chiaramente le persone.

Nelle immagini che già esistono del territorio australiano un pixel corrisponde a circa 15 cm di superficie terrestre, le nuove dovrebbero garantire un rapporto di 1 pixel a 5 cm. In occasione dell’Australian Day, festa nazionale australiana che si terrà il prossimo 26 gennaio, Google ha deciso di far volare sull’area del porto di Sidney un piccolo aereo triposto che, ad una quota di soli 600 metri d’altezza, potrà scattare foto ravvicinate dei festeggiamenti

Prima d’ora Google aveva mantenuto segreti date e luoghi dei voli, questa volta invece la compagnia fornisce tutte le informazioni ed incoraggia i cittadini di Sidney a farsi notare. Per permettere a tutti di sapere dove e quando farsi trovare dall’obiettivo di Google, è stata aperta una pagina web che consente di seguire gli spostamenti del piccolo aereo. Insomma è come se il fotografo intervenuto a un matrimonio chiedesse agli invitati di stringersi tutti per rimanere immortalati in uno scatto che passerà alla storia. Così Google vuole festeggiare l’Australian Day riuscendo a mettere più persone possibili all’interno delle loro mappe. “Mascheratevi, create delle formazioni divertenti con i componenti della vostra famiglia o scrivete messaggi sulla sabbia – questo l’invito dei dirigenti – Indossate o fate qualcosa di strano, per essere sicuri di riconoscervi nelle immagini. Non potete perdere l’occasione di diventare parte del territorio di Sidney su Google Maps”. Per consentire a chi vorrà partecipare di sapere quando le immagini andranno on line c’è la possibilità di lasciare nome ed email, il servizio si occuperà di avvisare i partecipanti.

“This Australia Day, put yourself on the Google Map” questo il motto dell’operazione. A parlarne, sul Sidney Morning Herald, è Lars Rasmussen, capo degli ingegneri di Google Australia e responsabile di Google Map: “Le immagini avranno la risoluzione più alta mai ottenuta da un servizio di mappatura di questo genere. Saranno circa tre volte più dettagliate di quelle del territorio australiano già fornite da Google Map e saranno on line fra circa sei settimane. È la prima volta che tentiamo un esperimento del genere e speriamo in una giornata di condizioni atmosferiche favorevoli per garantire una maggiore nitidezza. Se dovesse riuscire contiamo di ripeterlo in altri giorni di festa nazionale come il 14 luglio in Francia o il 4 Luglio negli Stati Uniti”.

La notizia farà sicuramente gola ai tanti che già da tempo sono stati catturati dalla Google mania e che, grazie anche a Google Earth (stesso sistema che però viene scaricato come un programma direttamente sul computer), si dilettano a rintracciare immagini divertenti fra quelle scattate dai satelliti. Esiste addirittura una classifica delle dieci immagini più strane. Fra queste ne va segnalata una che ha fatto molto discutere: quella di una donna olandese che prende il sole in topless sul terrazzo della sua abitazione. La qualità dell’immagine non è ottima ma consente comunque di distinguere chiaramente la figura femminile. Se l’esperimento australiano dovesse funzionare chissà come potrebbero divertirsi i “guardoni virtuali” puntando l’occhio su una spiaggia per nudisti.

Italia, Internet a singhiozzo

Al momento gli operatori sono al lavoro per rispondere alle attività provenienti da computer infetti, che potrebbero anche essere dietro all’aumento esponenziale dello spam sulla rete italiana registrato nell’ultimo mese. “Alice – spiega Telecom – ha già iniziato ad attivare contromisure significative ma alcuni clienti potrebbero ancora registrare dei problemi”. Più che risolvere, spiegano i tecnici, si possono mettere in atto servizi e strumenti di contenimento. Proprio in queste ore la società di sicurezza F-Secure conferma, con il suo rapporto sullo stato delle minacce online, l’enorme crescita del malware che a detta degli esperti si diffonderebbe con particolare facilità in ambienti telematici molto “affollati” come i social network.

Già nelle prossime ore Alice dovrebbe pubblicare sui siti dedicati all’utenza una serie di istruzioni che aiuteranno a mitigare il problema, a partire dall’indicazione su come modificare e aggiornare correttamente il proprio DNS. I tecnici Telecom hanno poi escluso che si tratti di un attacco distribuito contro il network italiano.

da Punto informatico

Sentenza – Licenziamento leggittimo di un dipendente per rivelazione non autorizzata di password

Reputo interessnate questa sentenza della corte di cassazione che ha decretato come legittimo , il licenziamento di una società di un proprio dipendente , per rivelazione della password di rete.

Ecco il link con il testo della sentenza :

http://www.ictlex.net/?p=547

Videosorveglianza e Privacy

Videosorveglianza sì o videosorveglianza no ? Che cosa si può fare e le differenze.

Preso atto che tutte le informazioni e la legislazione vigente in tema di videosorveglianza sono indicate nel codice del Garante della privacy , in questo articolo si vuole sintetizzare il concetto fondamentale di ‘rispetto’ nell’uso della videosorveglianza.

L’acquisto di telecamere , videoregistratori , obiettivi e accessori , non comportano nessuna violazione , o richiesta speciale d’utilizzo per l’utente finale (azienda o privato) , ma impongono una certa correttezza nell’uso delle riprese e del trattamento delle immagini. La normativa prevede che, chi viene ‘videosorvegliato’ o ripreso da un impianto TVCC , sia sostanzialmente informato tramite cartellonistica adeguata che riporti :

-un’iconografia corretta di ciò che si sta facendo (riconoscibile anche da chi non parla la nostra lingua)

-riporti la motivazione dell’utilizzo della videosorveglianza

-venga indicato chi è il responsabile del trattamento (non necessariamente con nome e cognome)

Dopo questo primo step, laddove è bene posizionare la cartellonistica in prossimità dell’area videosorvegliata , non necessariamente sotto ogni telecamera, meglio se nei punti di entrata/uscita dell’area circoscritta, si può procedere con la valutazione dell’impiego numerico delle telecamere. Con tale nozione, si rafforza il principio del Garante, tramite il quale si enuncia che la videosorveglianza è bene non usarla, ma di fronte ad una forte necessità e difficoltà di controllo per la sicurezza dei luoghi è bene rispettare i principi di : Liceità,necessità,proporzionalità e finalità . Una volta ponderati e valutati questi punti , si può procedere con la progettazione dell’impianto e la valutazione finale costi/benefici. Si ricorda sempre che , per ottenere un ottimo risultato, è sempre bene rivoglersi a professionisti del settore: tecnici per progettazione , tecnici per installazione e tecnici per la valutazione legale, al fine di non dover rifare il lavoro aumentando i costi finali per l’opera, e rischiando a volte in procedure di risarcimento per violazioni di privacy.

L’utente privato,come spesso si crede, non è propriamente indenne all’osservanza del Codice, ma rispettando i confini della propria realtà privata , può utilizzare le attrezzature di videosorveglianza senza dover pensare a particolari problemi burocratici. Ad es. la ripresa della propria casa , della propria area privata, è concessa fino al punto che non si facciano indiscriminatamente riprese sul suolo pubblico come marciapiedi , strade e piazze . Le riprese quindi, dal perimetro verso il centro dell’area privata non hanno problematiche particolari, mentre, viceversa la ripresa dal centro dell’area privata oltre il confine dell’area privata costituisce una violazione della privacy altrui .

L’utenza aziendale deve invece essere un pò più accorta . Cercando di evitare la violazione dell’art 4 della Legge 300/1970 dello Statuto dei lavoratori ,oltre alle valutazioni di cui sopra, deve anche motivare l’utilizzo di questo strumento rispetto all’impiego di sorveglianti. Deve garantire la sicurezza delle immagini affinchè non se ne faccia ostensione, e soprattutto garantire un accesso ristretto alle immagini registrate, che normalmente non devono essere posteriori alle 24 ore se non per casi eccezionali. Facendo rientrare , nell’opera del DPS (documento programmatico sulla sicurezza) il pieno riferimento all’uso e alle procedure dell’utilizzo del sistema di videosorveglianza.

L’uso non corretto o la mancata conoscenza delle normative pone in grande difficoltà l’azienda o il privato nell’uso dei sistemi di videosorveglianza, si consiglia pertanto di contattare sempre del personale di fiducia specializzato e preparato.

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